samiz-ost (osteria) di Gianni Marchetto – 12 Luglio 2010
Premessa
Siamo sul quasi serio, dopo aver letto la lettera ai dipendenti di Marchionne…;
ma come…(?!)
Neanche un mese fa il nostro è venuto a Pomigliano e ha trattato tutti a pesci in faccia. Per primi i sindacati: “siete una banda.., ma chi mi rappresentate voi? la banda ancora più larga di lazzaroni che sono i vostri rappresentati! …cosa dite? che è troppo quello che io chiedo? ma voi non avete capito niente… o si fa come dico io o niente, me ne vado in Polonia, me ne vado, chiaro! e la pappa adesso voi me la firmate e in più vi faccio fare io un bel referendum tra i lavoratori”;
e andata come è andata… (vedi i risultati del referendum)
E adesso il nostro che fa? Scrive tutto accorato ai lavoratori, dicendo che lui non ha fatto, lui (poverino), queste regole dell’attuale globalizzazione, lui se le è trovate… che siamo tutti sopra alla stessa barca.. (lui, a quasi 7 milioni di Euro l’anno: questo è stato il suo compenso, vedi i dati del Sole 24ore nel solo 2006, mentre i lavoratori in CIG con neanche 1.000 €/mensili – ma dopo tutto questi sono dei lazzaroni, scansafatiche, sempre in sciopero o in malattia!), …che si tratta di vincere o perire nella sfida della competitività…
e lo fa a frittata fatta, ma non era più sensato che questa procedura la avesse pensata prima? e no! con quei sindacati? neanche da morto: erano da stoppare, punto e basta;
e lo va a dire a degli operai di 3° livello (attualmente in CIG), che quando si lavorerà (speriamo a pieno ritmo) faranno i tre turni per 6 giorni la settimana…
Marchionne, ma sul serio le pensi davvero queste stronzate? Pensi davvero che quelle persone di cui tu vuoi usare il cervello per un milionesimo delle loro potenzialità cerebrali (non lo dico io, lo ha detto il padre della cibernetica N. Wiener nel lontanissimo 1949 nell’”Uso inumano dell’essere umano”), siano le stesse che si devono commuovere per le cose che tu scrivi loro? ma vai a stendere mio caro il Marchionne!;
Marchionne, ma i capi del personale dei vari stabilimenti italiani, tutti muniti di cellulari che registrano giornalmente tutti gli scioperi che avvegono nelle officine della FIAT, non te lo dicono mai che queste fermate al 70% avvengono senza che ci sia un RSU di un qualsiasi sindacato che li promuova – avvengono spontaneamente, tutte per le condizioni di prestazione ormai divenute intollerabili. E cosa succederà con l’avvio della Panda con le linee di montaggio ad un minuto di cadenza? Con l’incremento della velocità di esecuzione di oltre 11% e una riduzione drastica delle “porosità” delle mansioni?
Che lui mai o poi mai ha pensato di scrivere delle regole liberticide, tanto meno sui diritti sulla salute e ancora di più sui diritti costituzionali… e allora perché sta licenziando i Delegati che organizzano la difesa di quei diritti? Ma se è così come dice lui, perché non li toglie di mezzo e apre finalmente una vera e propria trattativa, senza discriminare nessuno?
i lazzaroni assurti in cielo…
E adesso, da “persona a persona” (sempre confrontando i suoi 7milioni di € l’anno contro i ca. 13mila €!) nella lettera fa la mozione degli affetti…
Scusa Marchionne, ma non erano dei lazzaroni (scansafatiche, sempre in sciopero o in malattia)?, guarda che sono sempre gli stessi: uomini e donne, tra di loro ci saranno pure dei lazzaroni, ma ci sono pure di quelli con la schiena dritta, faresti bene a trovare la quadra nel giudizio di questi lavoratori.. per il tuo bene e per il bene dei “tocchi” (le auto che vorrai fargli fare: con la mezz’ora alla fine mensa, con i 18 turni, con i vari recuperi produttivi, con un incremento dell’11,4% sulla velocità di esecuzione derivante dall’introduzione del WCM e Ergo UAS), eccetera….
un
duro cosa avrebbe fatto…
intanto un bel giro di vite tra la gerarchia di fabbrica, per disboscare favoritismi, clientele, ecc.
quindi la scelta di alcuni tra i lavoratori sul serio lazzaroni: quelli dediti da tempo a doppio e triplo lavoro con relativo licenziamento e ludibrio pubblico;
quindi un altro giro di vite verso quei sindacati che in occasione di loro riunioni fanno mancare alla produzione qualche centinaia di persone (?) e una stigmatizzazione a quei partiti che in occasione delle campagne elettorali fanno anche qui mancare alla produzione ca. 1.500 lavoratori (vedi il solo PD con 1.100);
infine (la ciliegina sulla torta), una new-com ergo: licenziamento e riassunzione di tutti sulla base dell’adesione al suo programma;
e invece lui che fa: fa ingoiare (a quelli che ci stanno ovviamente) l’amaro calice e incamera sulle sue posizioni autoritarie e tecnocratiche proprio le organizzazioni sindacali le più servili o quanto meno le più rassegnate – Marchionne, ma dove pensi di andare con il servilismo o la rassegnazione?
Mi viene un dubbio: non è che questi padroni non esistano? In fondo il Marchionne è un “liberal”;
cosa è possibile ipotizzare dei comportamenti di questi lavoratori…
adesso la frittata è fatta. Si tratta di tentare di capire cosa può accadere nei comportamenti degli oltre 5mila lavoratori che saranno impegnati nella produzione della Panda a Pomigliano. Intanto a me viene il dubbio che il prodotto Panda sia quello giusto. Alfredo Recanatesi su “Eguaglianza e Libertà” dice così che la Panda è un prodotto che ci porterà nuove disgrazie, in quanto essere una new-entry, ergo con scarso valore aggiunto, esposto alla competizione (essenzialmente di prezzi) dei prodotti dei paesi in via di sviluppo, ecc.. io la penso come lui. Sarebbe stato meglio pensare a produzioni con un po’ di valore, con un più di “grasso da spartire”, ecc.
e vediamo i comportamenti: una, parte minoritaria, è prevedibile un comportamento di gratitudine, dovuta a fatti soggettivi: il carico familiare, e quindi il reddito, ecc., (si tirerà un sentimento di sollievo), accanto ad un comportamento servile (in FIAT la quota è sempre stata molto robusta);
una parte, minoritaria anch’essa, con un comportamento ostile;
la maggioranza dei lavoratori è ipotizzabile un comportamento dettato dal bisogno: o mangi questa minestra o quella è la finestra. Quindi un comportamento intriso di rassegnazione e fatalismo; ripeto è con la rassegnazione e il fatalismo (quando con il servilismo) che si intende portare avanti il progetto della “Fabbrica made in Italy”? Marchionne, auguri…
e per quelle decine e decine di lavoratori (ci sono sempre in qualsiasi contesto e situazione) che sono portatori di indubbie doti di intraprendenza, di intelligenza, ecc. quale sarà il loro comportamento? È facile immaginare che tutta la loro intraprendenza, intelligenza seguirà inevitabilmente l’obiettivo di ritagliarsi nelle condizioni date, nuovi (anche se limitati) spazi di libertà individuale (magari pure imitabili da altri lavoratori): tutto in culo alla produzione, questo nuovo totem del tojotismo in salsa napoletana! E vaiii! mio caro il Marchionne, lavoro ben fatto, OK Marchionne;
se la fabbrica è sempre un luogo di formazione dei comportamenti individuali (una scuola), che pessimi maestri ha…
meno male che una organizzazione sindacale ha tenuto botta: la FIOM. Proviamo solo a pensare per un attimo, cosa avrebbe potuto accadere se tutti i sindacati (compresa la FIOM) avessero dato il loro consenso al programma di Marchionne. Non oso pensarlo, la solitudine più assoluta in quei comportamenti e la sfiducia totale nella possibilità di difendersi. E non vado oltre…
Realizzando così il contrario del tojotismo che al di là degli aspetti più negativi (di cui qui non ne parlo, ma che derivano tutti dal particolare contesto giapponese), rimane però una esperienza di vera e propria integrazione abbastanza cosciente dei comportamenti dei lavoratori, un modello che parte dal riconoscimento della intelligenza e della esperienza dei lavoratori, ecc.

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