mercoledì 5 gennaio 2011

Le moderne discariche: i Comuni

Il modello Marchionne e le sue conseguenze sulla salute delle persone e gli effetti sul sistema di tutela e di assistenza

nota a cura di Gianni Marchetto presidente della Associazione Esperienza & Mappe Grezze

Premessa

Nell’attuale situazione si può sostenere con maggiore certezza che la crisi attuale muta la percezione del “rischio” nella testa delle persone (primi fra tutti i lavoratori e le lavoratrici): cambiano le loro “mappe cognitive”.

  • Al posto della sicurezza sul lavoro, la maggioranza di queste persone mette la sicurezza di avere o di conservare un lavoro, e in tal caso va giù per le trippe, non stando attenta ai rischi per la propria salute;
  • Il tutto aggravato dal fatto che la maggioranza delle imprese usa la crisi per torchiare i lavoratori e quei pochi imprenditori che sono impegnati sul fronte della salvaguardia della salute, sono a corto di liquidi e quando vanno in prestito alle banche per fare i dovuti investimenti (anche al fine di bonificare gli ambienti di lavoro)… trovano degli strozzini;
  • E intanto che diminuiscono i morti e gli infortuni sul lavoro (in termini assoluti), abbiamo un aumento degli stessi per ora lavorata: in occasione di crisi è sempre successo, figuriamoci con questa crisi!

I dati attuali (fonte INAIL)

Gli ultimi dati risalenti al 2009 ci dicono quanto segue: morti nel 2009 1.050 a fronte di 1.120 del 2008 con un meno 6,3%. Infortuni (quelli riconosciuti dall’INAIL) da 875.000 del 2008 a 790.000 del 2009 con un meno 9,7%. Il calo, ovviamente, sia per i decessi sia per gli infortuni è dovuto per la maggior parte all’uso ormai estesissimo della Cassa Integrazione e dalla perdita del lavoro.

  • Da tenere in conto che all’appello mancano 1° ca. 200.000 infortuni che vengono stimati nel lavoro irregolare e in nero, 2° il numero di morti per malattie professionali è 4 volte di più di quelle per infortunio (stime internazionali dell’OMS), 3° le stesse stime internazionali ci dicono che mancano pure all’appello ca. 10.000 tumori professionali, in quanto l’INAIL ne riconosce tra questi solo 5.000 mentre queste stime internazionale dicono ca. 15.000!
  • Il tutto grava sul PIL con ca. il 3%.

Il modello Marchionne (vedi Pomigliano e Mirafiori)

È indubbio a tutti gli osservatori la torsione che il Marchionne imprime con il suo “prendere o lasciare”, non solo nelle relazioni sindacali ma anche nella condizione di lavoro per tutti i lavoratori che lavorano nei suoi stabilimenti. E mi pare più che evidente che la cosa diventerà appetitosa per il rimanente della manifattura italiana. Mi paiono poco esplorati gli effetti che il “modello Marchionne” avrà sulla salute dei lavoratori, prima sui costi umani e successivamente sui costi monetari che questo avrà nella situazione italiana.

  • Di più, vedo con allarme una sorta di sordità da parte di tutti coloro i quali hanno la responsabilità di questa in termini di controllo e gestione di tutte le norme recentemente introdotte nel panorama legislativo italiano (valga per tutte la recente Legge 81/2008 ex 626). Ovviamente parlo delle responsabilità dell’INAIL, delle ASL, delle strutture scientifiche quali le Università, centri di ricerca, per non dire il Ministero della salute, le Regioni e infine dei Sindaci che hanno la responsabilità della salute dei cittadini (e quindi dei cittadini lavoratori).
  • Forse è utile ricordare le “nuove” norme introdotte dal “modello Marchionne”:

  1. il passaggio dai modelli di predeterminazione dei tempi di lavoro dal TMC (di provenienza FIAT) all’Ergo-Uas (di provenienza giapponese che va sotto il nome di tojotismo = una diminuzione drastica delle “porosità delle mansioni”, in omaggio al detto giapponese: “il tojotismo è un modello che strizza l’acqua da un asciugamano asciutto”!) un incremento della velocità di esecuzione sulla prestazione lavorativa (maggiore sfruttamento) pari a l’11,4%: dal famoso 133 a 144,4 di rendimento;
  2. la diminuzione della pause alle catene di montaggio dagli attuali 40’ a 30’;
  3. lo spostamento della pausa per refezione alla fine del turno (nel caso però che non ci siano straordinari da effettuare o recuperi di vetture mal fatte, ecc.);
  4. l’introduzione massiccia, oltre le deroghe sullo straordinario, del turno notturno con i 18 turni. A questo proposito occorre notare che gli umani sono dei bipedi diurni, i quali per effetto della funzione di una ghiandola (ipofisi) hanno la possibilità durante il periodo notturno di compensare quanto speso nel periodo diurno durante una normale attività che durante il periodo notturno viene ridotta attraverso la diminuzione di ben 9 funzioni vitali. Si chiamano i cicli circadiani (vedi al proposito il bel saggio di E. Granjean: Il lavoro a misura dell’uomo, Ed. Comunità).
  5. alla fine della fiera uno si aspettava.. del grano in più! E invece ce ne di meno (specie per i nuovi assunti). Alla faccia di Taylor e delle sue teorie: i lavoratori se si vuole che producano di più e meglio vanno incentivati!
  6. Per non dire il ruolo riservato ai sindacati: gendarmi dell’azienda nei confronti dei comportamenti dei lavoratori.

Per meglio spiegarmi mi aiuterò con delle sintetiche tabelle esplicative del fenomeno che viene messo in discussione in una maniera inusitata, cambiando il paradigma di persona che lavora.

Quale ipotesi persona alla FIAT (e in Italia)?

Periodo

La selezione

La situazione

Le conseguenze (esempi)

Anni ’60

Con la piena occupazione

L’uomo medio senza la contrattazione

Nei diretti i sani, negli indiretti gli inidonei

Anni ’70

Con l’inizio della crisi

L’uomo concreto con la contrattazione

Le linee dedicate con la contrattazione

Anni ’80

Con la crisi

I robot, senza la contrattazione

Cassino

Anni ‘90

Con un esercito di riserva (in più precario)

L’uomo “combattente” con il Kayzen

Melfi = 3 turni, 164 di rendimento, dai 20 ai 45 anni

E alla FIAT di Pomigliano, di Mirafiori, nel 2011, quale persona?

Situazioni a confronto

a Torino nel 1974

A Melfi nel 1994

Una selezione di 1 su 2-3, puramente a carattere fisiologico = non importa che tu sappia pensare (modello Taylorista = chi pensa e chi esegue);

Una selezione di 1 su 8-10, a carattere fisiologico ma anche psicologico: devi saper pensare, però in maniera omogenea alla fabbrica integrata, snella;

Selezionato per fare i 2 turni di 40 ore su 5 giorni la settimana;

Selezionato per fare 3 turni per 7 ore e 35’ al giorno, per 6 giorni la settimane (almeno per alcune settimane al mese):

Selezionato per lavorare a 133 di rendimento con 40 minuti di pausa giornaliera (tutti pagati dalla FIAT);

Selezionato per lavorare (nella stalla modello), a 164 di rendimento, con 20’ pagati dalla FIAT e 20’ pagati dal lavoratore;

Selezionato da giovane per lavorare in linea (nell’ipotesi taylorista dell’uomo medio), da vecchio/inidoneo in preparazione, ecc.

Nella ipotesi della “lean production”, della fabbrica snella, l’uomo medio e i posti conseguenti non esistono più, e si afferma l’uomo combattente;

Se la salute ti accompagna, assieme alle fortune della tua azienda, puoi aspirare di andare in pensione verso i 60 anni;

Con quanto descritto sopra si rivela una nuova ipotesi di uomo che va dai 20 ai 45-50 anni, dopo di che…

E alla FIAT di Pomigliano, di Mirafiori, nel 2011, quale persona?

Se ne può ricavare: lavori monotoni e ripetitivi alla luce di diverse scienze

Dal punto di vista

Conseguenze probabili

della medicina

Riduzione dell'attività mentale e fisica

della fisiologia del lavoro

Noia - rischi di errori e incidenti

della psicologia del lavoro

Minore soddisfazione nel lavoro

dell'etica

Mancato sviluppo di potenzialità umane

della scienza del lavoro

Maggior assenteismo – maggior difficoltà nel trovare il personale che svolga il lavoro

Già Norbert Wiener, padre della cibernetica (la moderna informatica) nel lontano 1949 in un suo saggio, diceva:

contro "la utilizzazione inumana degli esseri umani... che è una degradazione della condizione umana legare un uomo ad un remo come sorgente di energia (il riferimento è al mondo antico, schiavistico), ma è altrettanto degradante segregarlo in una fabbrica e assegnarlo a un compito meramente meccanico che richieda meno di un milionesimo delle sue facoltà cerebrali".

Per attività del tutto stupide che impegnano un minuto di cadenza alle linee di montaggio della Panda, è tutto dire...

Quali comportamenti tra i lavoratori

Si tratta di tentare di capire cosa può accadere nei comportamenti dei lavoratori FIAT man mano che verrà esteso il modello Pomigliano (per non dire nel restante del manifatturiero italiano).

  • E vediamo i comportamenti: una parte, minoritaria, è prevedibile un comportamento di gratitudine, dovuta a fatti soggettivi: il carico familiare, e quindi il reddito, ecc., (si tirerà un sospiro di sollievo), accanto ad un comportamento servile (in FIAT la quota è sempre stata molto robusta);
  • una parte, minoritaria anch’essa, con un comportamento ostile;
  • la maggioranza dei lavoratori è ipotizzabile un comportamento dettato dal bisogno: o mangi questa minestra o quella è la finestra. Quindi un comportamento intriso di rassegnazione e fatalismo; ripeto è con la rassegnazione e il fatalismo (quando con il servilismo) che si intende portare avanti il progetto della “Fabbrica made in Italy”? Marchionne, auguri…
  • e per quelle decine e decine di lavoratori (ci sono sempre in qualsiasi contesto e situazione) che sono portatori di indubbie doti di intraprendenza, di intelligenza, ecc. quale sarà il loro comportamento? È facile immaginare che tutta la loro intraprendenza, intelligenza seguirà inevitabilmente l’obiettivo di ritagliarsi nelle condizioni date, nuovi (anche se limitati) spazi di libertà individuale (magari pure imitabili da altri lavoratori): tutto in culo alla produzione, questo nuovo totem del tojotismo in salsa napoletana!
  • realizzando così il contrario del tojotismo che al di là degli aspetti più negativi (di cui qui non ne parlo, ma che derivano tutti dal particolare contesto giapponese), rimane però una esperienza di vera e propria integrazione abbastanza cosciente dei comportamenti dei lavoratori, un modello che parte dal riconoscimento della intelligenza e della esperienza dei lavoratori, ecc.
  • se la fabbrica è sempre un luogo di formazione dei comportamenti individuali (una scuola), che pessimi maestri ha…

Una prima conclusione

  • Arrivo a formulare la seguente prima conclusione: è la crisi evidente (per chi a gli occhi per vedere) di una borghesia industriale che prima ha invaso di porcherie di “munnezza” varia alcune Regioni del Sud (vedi la Campania), trovando implicite alleanze con la camorra lì presente, inquinando fin oltre misura anche la pur debole mentalità di alcune plebi del nostro mezzogiorno… i disastri sono sotto gli occhi di tutti. E adesso nell’ulteriore declino (non solo economico, ma anche intellettuale e morale) invaderà i territori del Nord industrializzato non più solo con la “munnezza” ma anche con gli scarti umani: coloro i quali per ragioni di età, di salute persa non sapranno stare ai ritmi di questo “moderno” sviluppo e competizione mondiale.

· E la beffa ulteriore è che questa borghesia (vedi il Montezemolo) si prepara pure per il governo del dopo Berlusconi.

· Il che mi porta a osservare (in maniera sconsolata) un altro fenomeno, descritto in una frase di A. Gramsci: “la classe operaia porta con sé tutti i difetti della borghesia che la comanda”. Spero di sbagliarmi…

· Il che non vuol dire che tutta questa nostra borghesia sia di tal fatta. Quel tanto che stando al libro di A. Calabrò (Orgoglio Industriale, Ed. Mondadori) questi ci dice che nel 2008 su 3.800.000 partite IVA (a carattere industriale manifatturiero) ce ne sono 4.600 (lui le chiama “multinazionali tascabili”) che forse ci tireranno fuori dalla crisi. Il Prof. Romano Prodi in un recente convegno del PD, in una bella e lucida relazione afferma che ad oggi sono ca. 1.000. Domanda: chi le conosce, cosa fanno e cosa fa lì il sindacato (posto che ci sia)? Domanda successiva: è una bestemmia pensare di poter costruire a sinistra (a partire dai sindacati) un archivio di queste aziende per portarle all’onore del mondo, per tentare di farle mettere in contraddizione con il resto delle imprese? Per tentare una sorta di “alleanza dialettica” con il movimento dei lavoratori. Non fosse altro perché in questo campo vi sono senz’altro le possibilità di un “conflitto” più avanzato e non solo sulla difensiva. O no? A meno che lo sport preferito nei sindacati e nella sinistra sia quello “di continuare a mettere il lievito sulla merda”.

Le responsabilità degli enti preposti

per brevità mi limito qui alle responsabilità dei sindaci a partire da quelli che nel loro territorio hanno dei siti produttivi FIAT. Se fossi uno di loro incaricherei le ASL di competenza per richiedere alla FIAT:

  1. una previsione di rischio: derivante dal sostanziale mutamento dell’organizzazione del lavoro (degli uomini) nello spirito della applicazione della L. 81/2008 (ovviamente al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dello stabilimento);
  2. una previsione di danno: in termini di malattie professionali, di infortuni e di assenze per malattia (per gravità frequenza), da comparare alla situazione attuale. Anche qui nello spirito dell’applicazione della suddetta legge e indirizzata al Medico Competente di stabilimento;

· Ovviamente per conoscenza ai Direttori di stabilimento e all’AD Sergio Marchionne.

L’ovvio: la cosa più difficile da scoprire

  • Molti anni fa il mio maestro Ivar Oddone mi disse così che la cosa più difficile da scoprire è l’ovvio.

· Mi pare ovvio che se non si mette una pezza, i Comuni (e i loro Sindaci come responsabili, per non dire di tutti gli altri Enti, dall’INAIL, alle ASL, ecc.) diventeranno le “moderne discariche umane” degli scarti che l’industria manifatturiera scaricherà nella società attraverso un combinato disposto di selezione e di espulsione della manodopera non più utilizzabile, con i problemi di tutela e di assistenza relativi;

· Mi pare ovvio della lievitazione dei costi umani e monetari di una situazione così come si verrà a delineare;

· Mi pare ovvio che la funzione del Medici Competenti risulterà del tutto cambiata: da tecnici per la salvaguardia della salute delle persone a tecnici adibiti alle selezione (ex post) del personale;

· Mi pare ovvio la sostanziale inutilità di figure quali i Responsabili dei Servizi di Prevenzione e Protezione che redigeranno dei Documenti di Valutazione dei Rischi del tutto astratti alla situazione concreta delle imprese;

· Mi pare ovvio (infine) la brutta fine dei sindacati che hanno supinamente accettato il “modello Marchionne” e anche della FIOM che pure coraggiosamente non l’ha accettato, ma che a me pare molto carente sul terreno della conoscenza e della difesa della salute dei lavoratori;

· Mi pare ovvio che i sindacati (a partire dalla FIOM) dovrebbero richiedere loro per primi una previsione dei rischi e una previsione di danni alla salute dei lavoratori e delle lavoratrici per evitare l’inutilità delle figure quali i Responsabili dei Lavoratori per la Sicurezza.

MI PARE OVVIO!!

Una proposta per i Sindaci

La proposta potrebbe essere la seguente: IL TABELLONE COMUNALE DI RISCHIO

  • monitorare i rischi alla salute e l’andamento dei lavoratori esposti e danneggiati, del territorio comunale a partire dai rischi più gravi, più frequenti e/o diffusi presenti nei luoghi di lavoro del comune;

per questa via approntare e verificare i piani di intervento dei diversi enti e/o agenzie che operano sul territorio, sui quali fare i necessari bilanci di attività annuali;

imboccare un percorso che porti il singolo cittadino ad avere coscienza (attraverso la conoscenza) dei rischi alla salute che interessano i lavoratori che lavorano nel proprio comune;

non lasciare solo il singolo lavoratore danneggiato da infortunio e/o malattia professionale: offrire tutto l’aiuto possibile da parte di Enti e/o agenzie preposte (ASL, Medici, Patronati, ecc.);

una volta l’anno mettere a confronto il Sindaco, i Sindacati e i Datori di lavoro per avere una discussione proficua mirata alla riduzione dei rischi e al miglioramento della salute dei cittadini/lavoratori del territorio comunale;

usare in maniera proficua tutti o una parte degli UPG (Ufficiali di Polizia Giudiziaria = nel nostro caso i Vigili Urbani) che opportunamente formati dovranno diventare una sorta di “sentinelle” del territorio comunale in modo prioritario per quanto riguarda le ispezioni ai cantieri edili, per i quali ogni sindaco deve per legge firmare le apposite “Licenze edilizie”.

Bilancio di salute sovraindividuale a livello Comunale

Rischi prioritari

Esposti N° soggetti ASP

N° Soggetti con danno

N° Soggetti senza danno

N° denunce M.P.

Allergopatie

Asbestosi

Bronchiti Croniche

Infortuni

Tumori

Silicosi

Sordità

Altro (es. le tendiniti)